Giovedì 3 giugno (con repliche fino al 27), andrà in scena la prima di 8≠1, spettacolo a metà tra cinema e teatro, tratto dalla saga familiare televisiva in 5 episodi di Rainer Werner Fassbinder con la regia di Doris Mirescu, compagnia Dangerous Ground Productions (fondata a New York nel 2001) con 20 tra attori e attrici in scena. Una grande produzione che ha trovato una cornice perfetta nella fabbrica di orologi dismessa di Vaulion, nello Jura. Ne abbiamo parlato con la regista.

Doris Mirescu è un’artista di origini rumene che per più di vent’anni ha vissuto e lavorato a New-York. Solo qualche anno fa, ha deciso di ritornare a Ginevra, dove vivono gli anziani genitori, alla ricerca di nuovi stimoli e incontri artistici. Grande estimatrice di Rainer Werner Fassbinder, per la sua prima regia made in Svizzera ha deciso di mettere in scena per la quarta volta un film dell’autore e regista tedesco. Una performance ibrida, tra teatro e cinema, alla quale si potrà partecipare di presenza, nella fabbrica di orologi dismessa di Vaulion, in una piccola saletta come al cinema e tutto intorno gli attori che recitano dal vivo ripresi da tre telecamere, o in streaming, comodamente da casa. A seconda dei giorni, si potranno vedere, episodio 1, episodio 2 e 3, o episodio 4 e 5 (biglietto 30 franchi) o l’integrale, per i più resistenti, 5 episodi e otto ore di spettacolo non-stop (biglietto 50 franchi).

Ma di cosa parla 8≠1?

Fassbinder nel 1972 aveva realizzato per la televisione tedesca WDR «8 ore non fanno un giorno», una saga familiare in 5 episodi che raccontava gli amori e i problemi di una famiglia di operai nella Germania dell’Ovest. Doris Mirescu ha riadattato questa mini-serie, per parlare di vita, della condizione umana e per farci riflettere su quello che è, e deve essere primario, nella nostra esistenza. Quali sono i nostri sogni e i nostri desideri? Quale è il rapporto che abbiamo con il lavoro? Raggiunta al telefono, Doris Mirescu ci ha parlato di questa performance ibrida:

«Perché ha scelto una fabbrica dismessa?»

«In tutta la serie televisiva e così pure nel mio spettacolo la nozione di fabbrica e di lavoro era ed è fondamentale. Non è stato facile trovare una fabbrica dismessa dove poter fare lo spettacolo. Grazie ad un’attrice della compagnia abbiamo incontrato il sindaco di Vaulion che con estrema generosità e fiducia ci ha dato le chiavi della fabbrica. Questo spazio è un luogo unico e meraviglioso, preziosissimo per 8≠1, in quanto luogo memoria della storia di una regione in cui l’orologeria ha avuto una grandissima importanza».

«Immagino che non sia stato facile organizzare uno spazio così grande e in stato d’abbandono»

«No. Per niente! Quando sono arrivata in Svizzera ho conosciuto l’artista Suzanna Pattoni (in scena nello spettacolo), le chiesi se fosse interessata a questo progetto e lei mi rispose di sì. Insieme, cominciammo quasi due anni fa, a svuotare la fabbrica, a pulirla e ad organizzare lo spazio al suo interno. Per arredarlo, abbiamo cercato degli oggetti abbandonati sulla strada e tutto questo lavoro lo abbiamo fatto per mesi in uno spazio senza elettricità e senza riscaldamento!».

«20 attori e attrici sulla scena, una grande produzione»

«Lavoriamo tutti assieme a questo progetto da tanto tempo. Il bello di questo gruppo è che sono degli artisti che si sono dati la possibilità di creare nel tempo. Un gruppo di folli! Che si sono messi in gioco perché vogliono osare. Di questo, li ringrazio tutti. E ho la fortuna di poter lavorare con dei grandi professionisti, uno per tutti Carlo Brandt. Quando ero adolescente, lui era il mio idolo, e ora me lo ritrovo qui con me, in questa fabbrica in mezzo al nulla che ripete con tutti gli altri! E lo stesso vale per Bérangère Mastrangelo, Roberto Garieri, tutti e tutte insomma. Ognuno di loro ha portato in scena un colore particolare, delle emozioni diverse, e per me, che nel mio lavoro, cerco la verità, le emozioni umane, tutto ciò è fondamentale».

«Cosa succede in 8≠1 nella versione di Doris Mirescu?»

«Per il pubblico, 8≠1 sarà un’esperienza unica, da un punto di vista sensoriale e dello spazio. Uno spettacolo, tenero, divertente, che ci darà l’occasione per interrogarci, profondamente, sui legami che ci uniscono agli altri, del trovarci insieme che, in tempi di pandemia, è una riflessione essenziale».

 

8≠1

regia, drammaturgia e multimedia: Doris Mirescu

in scena: Julien Blondel, Carlo Brandt, Isabelle Caillat, Louan Calvino, Rym Calvino, Marek Chojecki, Stanislas Delarue, Marc Descatoire, Matteo Divorne, Roberto Garieri, Delphine Horst, Basiléon Karlen, Hervé Lesserteur, Olivier Magnenat, Bérangère Mastrangelo, Giusi Sillitti, Suzanna Pattoni, Lisa Vokatch-Boldyreva, Mavuso Tshabalala, Anaïs Margarone, Sarrasine, Lisa Bluette Schenk, Rose Tramparulo, Wahiba Wadih.

consulente alla drammaturgia: Jessica Rizzo

scenografia, costumi e direzione artistica: Doris Mirescu e Suzanna Pattoni

assistente di produzione: Suzanna Pattoni

assistente alla regia: Marek Chojecki e Matteo Divorne

camera: Rafael De la Espriella, Pascal Grego, Vania Jaikin Miyazaki

camera in aggiunta: Jeff Bettini

luci: Rafael De la Espriella

dj: Alek Paunovic

direzione tecnica e suono: Zara Bowen

Compagnia Dangerous Ground Productions

Per prenotare e acquistare i biglietti: www.dangerousgroundproductions.com